La policy sui servizi finanziari di Google Merchant Center è una delle cause di sospensione più frequenti per i merchant italiani che operano in settori regolamentati o che, anche involontariamente, includono nel feed prodotti interpretabili come strumenti creditizi o di investimento. Il quadro normativo italiano è articolato: Testo Unico Bancario, CONSOB, OAM e - dal dicembre 2024 - il Regolamento MiCA si sovrappongono, rendendo difficile per un operatore non specializzato capire esattamente cosa Google si aspetti come prova di conformità.
Cosa intende Google con “financial services policy”
La policy di Google sui servizi finanziari disciplina la promozione di prodotti e servizi che «gestiscono o investono denaro e asset finanziari, inclusi credito, investimenti e pagamenti». Rientrano nella definizione, tra gli altri:
- Prestiti personali e al consumo, mutui, linee di credito revolving
- Carte di credito, carte prepagate, conti correnti e deposito
- Prodotti assicurativi (vita, danni, salute, responsabilità civile)
- Strumenti di investimento: ETF, azioni, obbligazioni, fondi comuni
- Criptovalute, token, NFT con carattere finanziario, exchange e wallet
- Servizi di money transfer, cambio valuta, pagamento dilazionato (BNPL)
Google non vieta categoricamente questi prodotti, ma richiede che i merchant rispettino la normativa locale e, in alcuni paesi, superino una procedura di certificazione specifica prima di poter fare pubblicità. In Italia la normativa di riferimento include il Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993), il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), la normativa CONSOB sugli intermediari e, dall’entrata in vigore completa nel dicembre 2024, il Regolamento MiCA (UE 2023/1114) per i Crypto-Asset Service Provider.
Perché scatta la sospensione su Shopify
Uno store Shopify può essere colpito da questa policy anche quando l’attività principale non è finanziaria. I segnali più comuni che GMC rileva nel feed o nelle landing page includono:
- Descrizioni prodotto con menzioni di tassi, TAEG, rendimenti o condizioni creditizie, anche a scopo puramente informativo o comparativo.
- URL di prodotto che rimandano a pagine con moduli di richiesta prestito o apertura conto, anche se ospitati su piattaforme terze.
- App Shopify di comparazione finanziaria o widget di prezzi crypto che iniettano contenuto nelle pagine di prodotto indicizzate da AdsBot.
- Markup schema.org con tipi
LoanOrCredit,InvestmentOrDepositoCryptoExchangepresenti nel codice sorgente della pagina, anche se inseriti da un tema o un’app precedente. - Titoli di prodotto ambigui associati a descrizioni che citano exchange specifici o proiezioni di rendimento.
La Merchant API v1 segnala queste disapprovazioni con il codice financial_services_policy a livello di item oppure con policy_violation a livello di account quando la violazione è estesa. Sul canale Google e YouTube di Shopify, questi errori compaiono in Prodotti → Problemi, ma spesso senza il dettaglio tecnico necessario per la correzione: è indispensabile verificare direttamente in GMC.
Come rilevare il problema nel tuo store
Prima di modificare qualsiasi cosa, raccogli i dati in modo sistematico.
- In GMC apri Prodotti → Diagnostica e filtra per motivo di disapprovazione. Annota l’URL esatto di ogni prodotto segnalato, non solo il titolo.
- In GMC vai su Crescita → Gestisci per verificare se esiste anche una notifica di sospensione a livello di account, distinta dalle disapprovazioni di singoli prodotti.
- In Shopify apri Canale Google e YouTube → Panoramica ed esporta la lista dei prodotti con problemi attivi.
- Analisi delle landing page: per ogni URL segnalato, carica la pagina nel browser e cerca: menzioni di tassi di interesse, TAEG, rendimenti garantiti, claim assicurativi, codici ISIN o ticker finanziari, pulsanti di apertura conto o richiesta prestito, integrazioni con exchange crypto.
- Ispezione del codice sorgente: usa DevTools per cercare markup schema.org con tipi finanziari. Anche markup inserito da app disinstallate può essere rimasto nelle pagine e continuare ad attivare la policy.
- Verifica le app installate: alcune app di comparazione, calcolatori di finanziamento o widget di prezzi crypto iniettano contenuto nelle pagine di prodotto senza che il merchant ne sia consapevole. Controlla la lista in Shopify → App e disinstalla o riconfigura quelle che operano su pagine incluse nel feed.
Come correggere il problema passo per passo
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Sospendi immediatamente la promozione dei prodotti segnalati. In Shopify apri il canale Google e YouTube e disattiva la pubblicazione per ogni prodotto coinvolto. Non attendere l’appello.
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Classifica i prodotti in due categorie. Prodotti relativi a servizi non licenziati in Italia vanno rimossi definitivamente dal feed. Prodotti che puoi legittimamente promuovere perché possiedi le autorizzazioni necessarie vanno invece corretti nelle descrizioni e nelle landing page prima di essere ripubblicati.
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Rimuovi o riscrivi i contenuti non conformi. Per ogni landing page segnalata, elimina o riformula i contenuti che attivano la policy: promesse di rendimento, TAEG non verificati, claim assicurativi senza base documentale, moduli di acquisizione lead per servizi non autorizzati. Aggiungi le disclaimer obbligatorie previste dal Codice del Consumo dove applicabile.
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Rimuovi il markup schema.org non pertinente. Se trovi tipi finanziari nel codice sorgente, rimuovili. Usa il Rich Results Test di Google (
search.google.com/test/rich-results) per verificare cosa vede AdsBot prima di procedere con l’appello. -
Raccogli la documentazione delle autorizzazioni. Se sei un operatore autorizzato - mediatore creditizio iscritto all’OAM, CASP registrato CONSOB ai sensi di MiCA, intermediario finanziario ex TUB - raccoglie i numeri di iscrizione ufficiali, le delibere di autorizzazione e i riferimenti ai registri pubblici. Questi documenti sono indispensabili per l’appello e devono essere allegati in formato leggibile.
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Forza la riscansione del feed in GMC. Vai su Feed → Recupera ora e attendi che GMC aggiorni la Diagnostica. Non inviare l’appello prima che la riscansione sia completata: la revisione di Google valuterà lo stato attuale del feed, non quello descritto nell’appello.
Cosa includere nell’appello
L’appello si invia da GMC → Crescita → Gestisci → Sospensioni account. Un appello efficace per questa policy include:
- Un elenco preciso dei prodotti rimossi, con data di rimozione e motivazione sintetica.
- Un elenco dei prodotti corretti, con descrizione delle modifiche apportate alle landing page e al markup.
- Documentazione delle licenze applicabili per ogni categoria di prodotto che intendi continuare a promuovere: numero di iscrizione OAM, registro CONSOB, autorizzazione Banca d’Italia, certificazione MiCA.
- Una dichiarazione di conformità alla normativa italiana, con riferimento esplicito alle leggi pertinenti (TUB, Codice del Consumo, MiCA).
- Screenshot o export del feed aggiornato che dimostri l’assenza dei prodotti non conformi.
Scrivi l’appello in modo fattuale e conciso. Descrivi le azioni intraprese, non le intenzioni future. Se il tuo store ha già ricevuto una disapprovazione in passato per la stessa policy, riconosci l’accaduto e spiega in modo specifico cosa è cambiato questa volta.
Casi limite e quando escalare
Operatori senza licenza. Se il tuo store promuove servizi finanziari non licenziati - anche come affiliato o lead generator privo di regolare iscrizione OAM - la correzione deve precedere qualsiasi appello. Presentare un appello mentre la violazione è ancora attiva prolunga i tempi e riduce le probabilità di successo nel tentativo successivo.
Account con violazioni ripetute. Se l’account ha già ricevuto una o più sospensioni per questa policy, GMC applica in genere un periodo di raffreddamento. Inviare appelli multipli in rapida successione non accelera la revisione. Attendi una risposta definitiva prima di procedere con un nuovo tentativo.
Categorie hard-blocked. Alcuni prodotti non possono essere promossi su Google Shopping in nessuna circostanza, indipendentemente dalle licenze possedute: schemi di investimento a rendimento garantito, prodotti con claim di arricchimento rapido, initial coin offering non regolamentate. Per questi la rimozione definitiva dal feed è l’unica opzione; un appello non modificherà l’esito.
Percorso DSA. Il Digital Services Act, recepito in Italia con D.Lgs. n. 10/2024, prevede che le Very Large Online Platform come Google forniscano meccanismi di ricorso trasparenti. Se ritieni che la sospensione del tuo account sia stata applicata in modo errato o sproporzionato rispetto alla violazione contestata, puoi segnalarlo ad AGCOM, che è il Digital Services Coordinator italiano. Questo percorso è complementare all’appello GMC, non alternativo: non accelera la revisione tecnica, ma è rilevante in caso di condotte sistematicamente opache.
Quando coinvolgere un consulente. Se gestisci un portafoglio prodotti ampio in categorie regolamentate - broker, intermediario creditizio, CASP - considera il supporto di un avvocato specializzato in diritto finanziario digitale che possa attestare la conformità normativa nel documento di appello. Una dichiarazione firmata da un professionista abilitato rafforza la credibilità dell’appello, specialmente per account con precedenti sospensioni.
Domande frequenti
Domande frequenti
- Posso promuovere prodotti finanziari su Google Shopping senza una licenza italiana?
- No. Google richiede che i merchant che pubblicizzano servizi finanziari regolamentati dimostrino di possedere le autorizzazioni previste dalla normativa del paese di destinazione. In Italia, a seconda del prodotto, ciò include l'iscrizione all'OAM per mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria, l'autorizzazione Banca d'Italia ai sensi del Testo Unico Bancario, l'abilitazione CONSOB per i servizi di investimento, o la conformità al Regolamento MiCA (UE 2023/1114) per i Crypto-Asset Service Provider. Senza documentazione adeguata i prodotti vengono disapprovati o l'account sospeso.
- Quanto tempo ci vuole per il ripristino dopo una sospensione per servizi finanziari?
- Nella maggior parte dei casi, con correzioni complete e documentazione ineccepibile, la revisione dell'appello richiede da 14 a 30 giorni lavorativi. Google non garantisce tempistiche fisse. Gli account con violazioni ripetute o rientranti in categorie hard-blocked possono richiedere revisione umana aggiuntiva. È importante attendere la conclusione di ogni appello precedente prima di inviarne uno nuovo: appelli multipli in rapida successione non accelerano la revisione e possono compromettere quelli successivi.
- Le criptovalute sono sempre vietate su Google Shopping?
- Non sempre. Google consente la pubblicità di exchange e wallet di criptovalute, ma solo nei paesi in cui è attivo il programma di certificazione Google e solo ai merchant che superano la verifica. In Italia, dopo l'entrata in vigore del Regolamento MiCA nel dicembre 2024, i Crypto-Asset Service Provider devono essere registrati presso CONSOB. Senza questa certificazione specifica per GMC, i prodotti relativi a criptovalute restano disapprovati. La vendita di hardware wallet fisici come Ledger o Trezor è generalmente trattata diversamente, ma va verificata caso per caso con il supporto GMC.
- Il Digital Services Act (DSA) cambia qualcosa per i merchant italiani di servizi finanziari?
- Il DSA, recepito in Italia con D.Lgs. n. 10/2024, impone obblighi di trasparenza alle grandi piattaforme online. Google, in quanto Very Large Online Platform, è soggetto a obblighi rafforzati che possono aumentare la severità delle revisioni su categorie sensibili. Il DSA non risolve una sospensione GMC, ma prevede meccanismi di ricorso: se ritieni che la sospensione sia stata applicata in modo errato o sproporzionato, puoi segnalarlo ad AGCOM, il Digital Services Coordinator italiano. Il percorso DSA è complementare, non sostitutivo, all'appello GMC ordinario.
- Ho uno store Shopify con un aggregatore o comparatore di prestiti: cosa devo fare?
- I comparatori e aggregatori di credito sono attività di intermediazione finanziaria in Italia e richiedono l'iscrizione all'OAM. Devi indicare chiaramente nelle pagine prodotto e nelle landing page il numero di iscrizione OAM, l'identità del soggetto responsabile e il regime di tutela applicabile. Verifica che le descrizioni prodotto e i metafield Shopify non contengano promesse di tassi, TAEG simulati o claim che Google interpreti come garanzie di rendimento. Aggiungi le disclaimer obbligatorie previste dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005).
- Un prodotto disapprovato per questa policy mette a rischio l'intero account?
- Non automaticamente, ma può farlo. GMC distingue tra disapprovazione a livello di prodotto (item-level) e sospensione a livello di account. Se il numero di prodotti non conformi è elevato o Google rileva un pattern sistematico di violazione, la disapprovazione scala all'intero account. Non attendere l'esito dell'appello per rimuovere i prodotti non conformi dal feed: agire subito riduce il rischio di escalation.
Fonti e riferimenti
Fonti ufficiali citate
- Google Merchant Center: policy sui servizi finanziari https://support.google.com/merchants/answer/6150003
- Regolamento MiCA (UE 2023/1114) - mercati degli asset cripto https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32023R1114
- OAM - Organismo Agenti e Mediatori https://www.organismo-am.it/
- CONSOB - vigilanza sui mercati e gli intermediari finanziari https://www.consob.it/
Checklist di ricorso
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